Non è stata la prima volta di
un Papa dimissionario, ma è stata la prima volta per i mass media. Nell’età
contemporanea nessun pontefice aveva lasciato l’incarico prima della morte
naturale, e pertanto il cerimoniale dell’addio non poteva essere seguito in
diretta da radio e televisioni. Radio Gold, giovedì 28 febbraio, ha scelto di
seguire passo dopo passo questo evento mondiale. Un saluto storico, quindi, e non solo per la Chiesa. E’ un semplice
tweet l’ultimo scritto di Joseph Ratzinger. Un cinguettio di 140 caratteri sull’account @pontifex prima di salire sull’elicottero che lo ha portato,
poco dopo le 17, a Castel Gandolfo. Le campane di tutte le chiese di Roma hanno
suonato per accompagnare il breve viaggio verso la residenza estiva. Qui il Papa emerito trascorrerà due mesi in attesa di rientrare in Vaticano
dove dimorerà nell’ex monastero Mater Ecclesiae. Alle 20 in punto, ora di
Roma, è iniziata la sede vacante. Da quel momento le Guardie Svizzere hanno
abbandonato il palazzo pontificio e il governo della Chiesa è passato nelle
mani del Collegio Cardinalizio.
Vedere e sentire non è come leggere. La gente ha visto e sentito, appunto. E si
è avuta l’impressione che l’abbraccio simbolico della gente sia coinciso con il
rispetto per l’uomo umile e non remissivo, cosciente e non indebolito. Un papa
grande teologo, filosofo e intellettuale che con piglio e determinazione ha
combattuto le storture all’interno della Chiesa e le lotte intestine di potere.
Ratzinger ha avuto il coraggio di dire parole forti: nei momenti più difficili
del suo mandato gli sembrava che il Signore si fosse addormentato. In questa
espressione è racchiusa tutta la sua sofferenza ma non la sua rassegnazione. Da
adesso è un pellegrino, uno come tanti. Ce lo immaginiamo mentre legge il
giornale e ascolta la musica classica, mentre passeggia nei giardini della sua
residenza e mentre parla con il segretario, l’Arcivescovo Georg Gänswein. Intanto sono
in arrivo ai cardinali le lettere di convocazione inviate dal Cardinale decano
Angelo Sodano per le congregazioni generali pre-Conclave. Si inizia lunedì
prossimo, 4 marzo, alle 9.30 nell’Aula Nuova del Sinodo. Le congregazioni
continueranno fino a quando non sarà raggiunto il numero completo dei cardinali
elettori, e solo allora il Collegio deciderà la data di ingresso per l’inizio
dei lavori. Ma il pensiero è ancora rivolto a Benedetto XVI: al nuovo Papa ha
già promesso obbedienza e reverenza. Il rigore del pastore che “lascia ma non
abbandona” risuona ancora più alto e solenne.
Alessandro Moscè
Direttore Editoriale
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