domenica 24 marzo 2013

CUSTODIRE LA TERRA PER CUSTODIRE LA VITA. A CERRETO CON LE DONNE DIMATELICA E I SINDACI ALESSANDRONI E SAGRAMOLA

Il sindaco di Cerreto d'Esi Alessandroni
La protesta delle Donne di Matelica "Custodire la terra per custodire la vita" è approdata a Cerreto d’Esi, ieri, sabato 23 marzo alle 17.30. All’iniziativa hanno aderito, le associazioni del comune di Cerreto d'Esi, un gruppo di donne di Esanatoglia, il comitato “Salva Salute” di Castelraimondo, il comitato “Matelica Bene Comune” ed alcuni esponenti del comitato "Tutela Verdicchio" e la società civile. Tutti riuniti per dire No all’insediamento, nel comune di Matelica, di industrie insalubri a rischio di incidente rilevante - R.I.R - sottoposte alla legge Seveso, posto in essere dalla delibera 64 del 31-10-2012 dell'amministrazione di Matelica, modificando il Piano Regolatore Generale. Il corteo é partito dal Teatro Casanova ed é terminato  presso Piazza Lippera. I partecipanti hanno sfilato per il centro con in prima fila il sindaco Alessandroni con il gonfalone comunale e alcuni assessori. A differenza di quanto verificatosi nella manifestazione di Matelica, a Cerreto D'Esi  apre il dibattito della manifestazione il sindaco Alessandroni che afferma: "Questa non è una manifestazione contro qualcosa, ma a favore di Matelica, del nostro territorio, della salute dei nostri figli e nipoti. Il Verdicchio è un vino unico al mondo, è il tesoro della nostra vallata, prima lo vogliono rovinare con il biogas, ora con le aziende insalubri. Questa è la realtà che vogliamo per il nostro territorio?" A seguire l’intervento del Sindaco di Fabriano Sagramola: "Tra i compiti di un sindaco c’è quello di raccogliere la protesta per farne una proposta. Mi sono documentato, come richiesto dal consiglio comunale quando mi ha investito di questo tema. Non ho mai visto in tanti anni di esperienza amministrativa, deliberare una variante che permette l’insediamento di industrie insalubri di seconda classe, con aziende a rischio di incidente rilevante, solo per tre lotti. Le R.i.r. creano problemi diretti, non possono essere insediate a dieci metri dallo stabile più vicino. Devono essere introdotte nell’ambito della programmazione urbanistica, previste in area agricola e non all’interno di una zona Pip. Serve la concertazione popolare, il coinvolgimento anche dei comuni vicini, che vanno messi a conoscenza dei rischi che corrono. Ho consegnato tutti gli atti, le delibere e gli interventi al mio Comune, ci stiamo lavorando”. Il sindaco di Fabriano scriverà al  Prefetto di Ancona, "perchè lo Stato non ha ancora abdicato al suo ruolo, in caso di Rir serve un piano concordato con la prefettura, vuole conoscere tutta la situazione di pericolo che si potrebbe venire a creare. Scriverá anche alla Regione Marche ed al sindaco di Matelica, citando il parere espresso dalla provincia di Macerata". Conclude l’intervento rendendo noto ai cittadini presenti che "Avvierò la mia attività nel pieno rispetto istituzionale, porrò  in essere tutte le azioni di competenza della mia amministrazione comunale, per tutelare la salute dei miei cittadini”. Hanno concluso il dibattito Marzia Tedde in rappresentanza delle Donne di Matelica, la quale ha spiegato le ragioni del no alla variante urbanistica di cui si chiede la "revoca",  la dottoressa Ruggeri, che ha spiegato i possibili danni alla salute in una zona particolare come questa vallata, l’ing. Ennio Donati, che ha reso noto gli  ipotetici danni che possono generare questo tipo particolare di industrie, e in rappresentanza del verdicchio d.o.c.,  il presidente Umberto Gagliardi, che ha sottolineato l’unicità del Verdicchio a livello internazionale e della necessità di produrlo in un ambiente "pulito".

Gessica Menichelli

Nessun commento:

Posta un commento