La Procura di Ancona potrebbe aprire un'inchiesta sull'alluvione di
Senigallia, che ha provocato due morti e devastato tre quartieri.
Polizia e Carabinieri invieranno a breve relazioni sulla tragedia, ma è
probabile l'arrivo ai magistrati della denuncia di Graziano Cicetti, il
figlio di Aldo, cieco di 85 anni annegato mentre un surfista cercava di
metterlo in salvo. L'anziano e la moglie sono stati per tre ore senza
soccorsi nell'acqua che aveva invaso la sua abitazione a Borgo Bicchia.
«E' stato quasi un omicidio» ha detto Graziano al Messaggero.
La magistratura dovrà inevitabilmente ricostruire quello che è avvenuto a
partire dalle 9.30 di sabato a Borgo Bicchia, epicentro del disastro, e
la tarda mattinata. Secondo i residenti, gli argini del Cesano
avrebbero iniziato a cedere verso le 9,30 sommergendo la località sulla
Arceviese, a poca distanza dal casello autostradale. Secondo il sindaco
Mangialardi tutto è successo in 4-5 minuti verso le 10. Trenta minuti di
assoluto black-out.
Di certo in periferia non è scattato alcun tipo di allarme sul
territorio e i soccorsi sono stati lentissimi in una zona trasformata in
lago, con l'acqua alta in alcuni punti due metri. Da capire anche
perchè il fiume è straripato di colpo e senza nessun avviso. I ritardi
di intervento sembrano legati a due motivi: il massimo livello di
allerta nel centro della città, dove il Misa stava per superare i ponti
minacciando la zona più abitata, un'emergenza che ha calamitato gran
parte degli sforzi degli operatori, e le difficoltà di comunicazione con
quasi tutti i telefonini in tilt. (IL MESSAGGERO)


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