martedì 11 febbraio 2014

GIOVANI ALLA RICERCA DI UN LAVORO, E' UTOPIA -di Sandro Tiberi-

Potrebbe sembrare esagerato parlare di “immensa folla di emarginati” in una società avanzata come la nostra, dove apparentemente il “benessere per tutti” sembra trionfare. Eppure solo un atteggiamento superficiale, come la politica attuale ignora: la moltitudine di giovani inoccupati, di chi ha perso il lavoro, di chi socialmente è nel bisogno, recando a questa generazione un danno psicologico e umano, irreversibile, creando loro, una situazione di problemi esistenziali ed estremamente difficili da poter risolvere nel breve futuro. Purtroppo non è una visione pessimistica, ma è la realtà attuale in cui si trovano milioni e milioni di persone, “disperate” alla ricerca di una dignità, che la politica negli ultimi decenni ha loro tolto. Dinanzi a questa panoramica di miserie e di bisogni, la società è rimasta indifferente, nel settore politico e istituzionale senza attuare misure concrete di ridistribuzione della ricchezza nazionale con equità e principi morali. La nostra società ha stravolto il senso reale della famiglia, quella famiglia che si è faticosamente costruita nel passato, per la quale ha sofferto e lavorato, e come oggi spesso, viene trascurata, umiliata nelle sue radici. Tutti noi, oggi, dobbiamo fare una seria riflessione, per capire quanto c’è ancora da lavorare nell’opinione pubblica per salvare quei valori essenziali di democrazia morale, di giustizia e di libertà per il bene comune. Ci vuole un impegno serio, un’azione attraverso la quale l’uomo lega se stesso e la sua vita a qualcosa, ad una causa, ad un ideale, ad una vocazione. Ogni tipo di impegno vero porta a renderci responsabili della storia in cui si vive e della società di cui si fa parte. E’ questo quello che, oggi, fortemente si chiede alla politica, alle istituzioni, agli industriali, di dare un segnale positivo di apertura, di equità sociale, di ridistribuzione dei redditi per venire incontro con dignità alle esigenze delle persone che sono nel bisogno e prevenire forme nuove di povertà e di miseria, prodotte dalla attuale società del benessere e del consumismo. Forse c’è bisogno di un radicale cambiamento di stile di vita e considerare i beni materiali come valori da mettere in comune. E in questa ottica possiamo dare ciò che abbiamo, ma soprattutto dare noi stessi: la propria persona, la propria intelligenza, mettendo a profitto degli altri speranza, comprensione, senza passare indifferenti davanti a nessuno e considerarsi al servizio di tutti per il bene di tutti.
Sandro Tiberi 
 

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