martedì 12 marzo 2013

POKER D’ASSI IN VATICANO di Alessandro Moscè


Angelo Scola, l’Arcivescovo di Milano, sarebbe in testa, stando alle indiscrezioni che filtrano dal Vaticano. C’è chi arriva a calcolare che, potenzialmente, abbia 50 voti. Le riunioni informali sono proseguite anche ieri sera, ma qualche cardinale si riserverà di certo più di un nome da tenere il caldo. Mentre sembrerebbe aumentare lo scontro interno tra gli italiani e gli americani (compatti), nel primo scrutinio di oggi, al nome di Scola, si aggiungeranno almeno altri tre papabili: Marc Ouellet (canadese), Timothy Dolan (statunitense) e Pedro Scherer (brasiliano). La Chiesa cattolica americana rappresenta il 60% della ricchezza a livello globale, con un milione di impiegati nelle varie istituzioni (non solo le chiese ma anche scuole, ospedali ed enti di carità). Secondo “La Stampa” questo sarebbe un elemento da non sottovalutare nella scelta del nuovo Papa. Tuttavia c’è sempre stata una remora nell’assegnare il papato ad un cardinale originario della più grande potenza mondiale. Gli occhi del mondo sono puntati sulla scelta che dovrebbe condurre ad una seppur difficile riforma della chiesa all’inizio del terzo millennio, mentre il portavoce della Santa Sede Padre Federico Lombardi non si sbilancia. Il suo è un calcolo di storiche probabilità. “La prima votazione in Conclave difficilmente ha un esito positivo. Nel 2005 la fumata arrivò tardi, alle 20.04, ed era nera, come tutti ricordiamo”. Rispetto al 2005 c’è un cambiamento nel protocollo. Il nuovo Papa, nel percorso tra la Sistina e la Loggia delle Benedizioni da cui si affaccerà su piazza San Pietro per salutare i fedeli, si fermerà per pregare nella Cappella Paolina, dove sarà esposto il Santissimo. “Questo significa che ci vorrà più tempo dell’altra volta, soprattutto se il nuovo Papa si immergerà nella preghiera”, ha detto Lombardi. Intanto sul web la scelta del nuovo pontefice inizia in anticipo rispetto al Vaticano e parte da Palermo. Si chiama “Top of the Popes” ed è il quiz che permette, attraverso cinque domande, di individuare il proprio candidato e di stilare una graduatoria dei papabili più apprezzati dalla gente. Il test, on line da venerdì scorso, in pochi giorni ha spopolato su Facebook e Twitter, raggiungendo una media quotidiana di mille partecipazioni dall’Italia e dall’estero. Dietro al progetto ci sono due giovani ingegneri palermitani, Domenico Schillaci e Toti Di Dio.

Alessandro Moscè
Direttore Editoriale

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