Angelo
Scola, l’Arcivescovo di Milano, sarebbe in testa, stando alle
indiscrezioni che filtrano dal Vaticano. C’è chi arriva a
calcolare che, potenzialmente, abbia 50 voti.
Le riunioni informali sono proseguite anche ieri sera, ma qualche
cardinale si riserverà di certo più di un nome da tenere il caldo.
Mentre sembrerebbe aumentare lo scontro interno tra gli italiani e
gli americani (compatti), nel primo scrutinio di oggi, al nome di
Scola, si aggiungeranno almeno altri tre papabili: Marc Ouellet
(canadese), Timothy Dolan (statunitense) e Pedro Scherer
(brasiliano). La Chiesa cattolica
americana rappresenta il 60% della ricchezza a livello globale, con
un milione di impiegati nelle varie istituzioni (non solo le chiese
ma anche scuole, ospedali ed enti di carità). Secondo “La Stampa”
questo sarebbe un elemento da non sottovalutare nella scelta del
nuovo Papa. Tuttavia c’è sempre stata una remora nell’assegnare
il papato ad un cardinale originario della più grande potenza
mondiale. Gli occhi del mondo sono
puntati sulla scelta che dovrebbe condurre ad una seppur difficile
riforma della chiesa all’inizio del terzo millennio, mentre il
portavoce della Santa Sede Padre Federico Lombardi non si sbilancia.
Il suo è un calcolo di storiche probabilità. “La prima votazione
in Conclave difficilmente ha un esito positivo. Nel 2005 la fumata
arrivò tardi, alle 20.04, ed era nera, come tutti ricordiamo”.
Rispetto al 2005 c’è un cambiamento nel protocollo. Il nuovo Papa,
nel percorso tra la Sistina e la Loggia delle Benedizioni da cui si
affaccerà su piazza San Pietro per salutare i fedeli, si fermerà
per pregare nella Cappella Paolina, dove sarà esposto il Santissimo.
“Questo significa che ci vorrà più tempo dell’altra volta,
soprattutto se il nuovo Papa si immergerà nella preghiera”, ha
detto Lombardi. Intanto sul web la scelta del nuovo pontefice inizia
in anticipo rispetto al Vaticano e parte da Palermo. Si chiama “Top
of the Popes” ed è il quiz che permette, attraverso cinque
domande, di individuare il proprio candidato e di stilare una
graduatoria dei papabili più apprezzati dalla gente. Il test, on
line da venerdì scorso, in pochi giorni ha spopolato su Facebook e
Twitter, raggiungendo una media quotidiana di mille partecipazioni
dall’Italia e dall’estero. Dietro al progetto ci sono due giovani
ingegneri palermitani, Domenico Schillaci e Toti Di Dio.
Alessandro
Moscè
Direttore Editoriale
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