Il maltolo e la notizia sfuggita ai più di Alessandro Moscè
La cronaca italiana è un
drago capace di inghiottire tutto e in brevissimo tempo. E nel tutto è spesso
difficile distinguere, selezionare, fare la cernita delle notizie. Specie di
questi tempi, dato che la fase di stallo della politica italiana sembra aver
annientato il resto. Eppure non è la caccia disperata ad una maggioranza da ottenere
in Parlamento, l’evento clou che caratterizza la settimana. Neppure il rientro
in India dei marò con le conseguenti polemiche e dimissioni del ministro degli
Esteri Giulio Terzi. Arriva dalle Marche la notizia delle notizie che non
durerà lo spazio di una consultazione, di una seduta, di un confronto tra più
parti. Due giovani ricercatori hanno scoperto che dalla cicoria, dal cocco e
dal caffè si estrae la molecola capace di far “suicidare” i tumori. Si tratta
di due studiosi precari dell’Università di Urbino, Mirco Fanelli e Vieri Fusi,
un biologo e un chimico, che sono riusciti a modificare una molecola chiamata maltolo, normalmente utilizzata come
additivo alimentare in modo che la stessa induca micro-modificazioni del genoma
delle cellule tumorali in grado di ridurre la loro capacità di sopravvivenza.
Banalizzando, non uccidono il tumore, ma lo inducono ad una sorte di
autodistruzione prematura. Tutto è partito dal Laboratorio di Patologia
Molecolare “PaoLa” di Fano, un centro specializzato nello studio delle
modificazioni epigenetiche nel cancro. La sperimentazione del “malten” e del
“maltonis”, le due molecole inventate dai ricercatori, è chiaramente ancora
all’inizio, ma i risultati ottenuti in laboratorio fanno ben sperare. “Negli
ultimi anni”, hanno spiegato Fanelli e Fusi, “la ricerca in campo oncologico
sta affrontando l’intera problematica attraverso una doppia strategia: da un
lato cerca di comprendere a fondo le peculiarità molecolari alla base della
patologia stessa, e dall’altro provare a sviluppare nuove molecole come
potenziali farmaci”. L’esperimento riportato in un’importante rivista
britannica viene rivelato sin dai primi stadi che ancora non possono
certificare successi di riuscita della cura. Sta di fatto che il caffè, in
particolare, si rivela ancora una volta determinante nella prevenzione di
malattie di varia natura. Il
maltolo è una molecola innocua utilizzata talvolta anche come additivo
alimentare per il suo aroma e per le sue proprietà antiossidanti. Da adesso può
essere al centro di una rivoluzione nel campo della medicina e della ricerca
oncologica. I giornali, ieri, hanno dedicato pochissimo spazio a questa
notizia. Qualche quotidiano ha addirittura depennato il maltolo anticancro.
Siamo noi giornalisti a dover imparare ancora molto dal nostro mestiere.
Direttore Editoriale
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