mercoledì 27 marzo 2013

Il maltolo e la notizia sfuggita ai più di Alessandro Moscè

La cronaca italiana è un drago capace di inghiottire tutto e in brevissimo tempo. E nel tutto è spesso difficile distinguere, selezionare, fare la cernita delle notizie. Specie di questi tempi, dato che la fase di stallo della politica italiana sembra aver annientato il resto. Eppure non è la caccia disperata ad una maggioranza da ottenere in Parlamento, l’evento clou che caratterizza la settimana. Neppure il rientro in India dei marò con le conseguenti polemiche e dimissioni del ministro degli Esteri Giulio Terzi. Arriva dalle Marche la notizia delle notizie che non durerà lo spazio di una consultazione, di una seduta, di un confronto tra più parti. Due giovani ricercatori hanno scoperto che dalla cicoria, dal cocco e dal caffè si estrae la molecola capace di far “suicidare” i tumori. Si tratta di due studiosi precari dell’Università di Urbino, Mirco Fanelli e Vieri Fusi, un biologo e un chimico, che sono riusciti a modificare una molecola chiamata maltolo, normalmente utilizzata come additivo alimentare in modo che la stessa induca micro-modificazioni del genoma delle cellule tumorali in grado di ridurre la loro capacità di sopravvivenza. Banalizzando, non uccidono il tumore, ma lo inducono ad una sorte di autodistruzione prematura. Tutto è partito dal Laboratorio di Patologia Molecolare “PaoLa” di Fano, un centro specializzato nello studio delle modificazioni epigenetiche nel cancro. La sperimentazione del “malten” e del “maltonis”, le due molecole inventate dai ricercatori, è chiaramente ancora all’inizio, ma i risultati ottenuti in laboratorio fanno ben sperare. “Negli ultimi anni”, hanno spiegato Fanelli e Fusi, “la ricerca in campo oncologico sta affrontando l’intera problematica attraverso una doppia strategia: da un lato cerca di comprendere a fondo le peculiarità molecolari alla base della patologia stessa, e dall’altro provare a sviluppare nuove molecole come potenziali farmaci”. L’esperimento riportato in un’importante rivista britannica viene rivelato sin dai primi stadi che ancora non possono certificare successi di riuscita della cura. Sta di fatto che il caffè, in particolare, si rivela ancora una volta determinante nella prevenzione di malattie di varia natura. Il maltolo è una molecola innocua utilizzata talvolta anche come additivo alimentare per il suo aroma e per le sue proprietà antiossidanti. Da adesso può essere al centro di una rivoluzione nel campo della medicina e della ricerca oncologica. I giornali, ieri, hanno dedicato pochissimo spazio a questa notizia. Qualche quotidiano ha addirittura depennato il maltolo anticancro. Siamo noi giornalisti a dover imparare ancora molto dal nostro mestiere.

Alessandro Moscè
Direttore Editoriale

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